TRA ALESSANDRIA E ROMA: DINAMICHE ETNICO-RELIGIOSE E PROSPETTIVE POLITICHE DELLA PROPOSTA CULTURALE DI FILONE ALESSANDRINO

Partendo dall’ambasceria a Roma di Filone di Alessandria in occasione del pogrom alessandrino del 38 d.C., oggetto dell’In Flaccum e della Legatio ad Gaium, il convegno si propone di indagare come alla dimensione universale ed etico-teologica applicata alle vicende storiche, Filone faccia corrispondere un progetto educativo incentrato sulla pedagogia mosaica, competitivo e alternativo rispetto alla paideia pagana. Dai trattati dell’Expositio, cronologicamente riconducibili agli anni compresi tra il 40 e il 49 d.C. e, secondo le ultime evidenze scientifiche, composti da Filone durante il soggiorno romano, emergono infatti significativi indizi che inducono a ipotizzare che l’Alessandrino abbia letto nella tragica fine di Caligola e nell’iniziale politica dell’imperatore Claudio il segno di una precisa volontà divina, scorgendo nuovi margini di azione per una rigenerazione dell’Ebraismo. Da questa prospettiva la strategia politica filoniana appare pienamente comprensibile e valutabile nel quadro di un competitivo confronto con il paganesimo. Recuperando infatti quei parallelismi tra ebraismo e pitagorismo già indicati in ambito greco e sviluppati a vario titolo in ambito giudaico ellenistico, Filone fonda la propria proposta politica e culturale su un modello ascetico che appare, di fatto, concorrenziale rispetto a quello propugnato in ambito pagano e rappresentato da Chermone, inviato a Roma presso l’imperatore Claudio per rappresentare la comunità greca di Alessandria.

Alla luce dell’intreccio tra speranza profetica e pentimento, tra pentimento ed età messianica, individuabile nei trattati dell’Expositio, sembra quindi legittimo interrogarsi sulle finalità dell’introduzione nel De Specialibus della figura dell’ἄρχων νόμιμος, al quale vengono affidate le indicazioni per un buon governo volte a garantire un regno prolungato. Si tratta di una prospettiva esclusivmente etica ed escatologica, realizzabile in un indefinito futuro messianico, oppure, dietro l’apparente accettazione di una situazione politica definita si cela una visione politica globale?

Il convegno intende interrogarsi su questi temi a partire da una contestualizzazione storico-politica e etnico-religiosa del pogrom alessandrino del 38 a.C., dalle più recenti risultanze archeologiche relative agli Ebrei romani e dall’analisi filologico-letteraria degli scritti filoniani riconducibili al periodo in oggetto.

 

L’iscrizione all’evento sul sito è obbligatoria per i partecipanti in presenza alla Giornata in Gregoriana, entro le ore 12.00 del 30 maggio 2022.

 

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Pontificia Università Gregoriana
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